Description
«In tutti i luochi, nelle cose ancora più vili, e deboli, esservi una certa divinità di Natura, & cose da essere considerate da Belli ingegni, apertamente ce lo dichiara, & mostrò Aristotele con queste simigliante parole: “Nisciuna cosa si trova nella Natura, che in essa non vi possa essere ascoso qualche cosa degna di maraviglia” […] Né questo è oscuro ancora nelle cose fatte dall’arte, conciosia che la Nobiltà dell’Artefice, & la perspicacità del suo ingegno si faccia più manifesta in una materia più impassibile, che in quella, che molto, e più facilmente receve. Veduta dunque da me, & molto diligentemente ricercata questa maravigliosa solertia di Natura, essend’io Medico di Giovanni III, re di Sveci, Gothi, e Vandali, mi persuase, e resolse di rivoltare tutte le pietre (come si suol dire) sottosopra, acciocché se ne i paesi orridi, e squallidi della Svecia, vi fosse cosa degna d’essere saputa, e d’esserne fatta memoria, ch’io non solo li avesse a retrovare con mie fatighe, & per mio particolare utile: ma ancora per gl’altrui commodi, con miei scritti, gl’avesse a mandare fuora in luce: però che quello, ch’è giudicato buono, (pare a me) che sia degno da essere domandato, ricercato, & approvato in ogni luoco: e poi ancora communicato a tutti gl’huomini, per quanto sia mai possibile di fare.»

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